Viviamo ormai nell'era della condivisione! Grazie ad Internet, ai social network, al cloud possiamo accedere ad un oceano di informazioni messe a disposizione da persone di tutto il mondo.
La libera circolazione delle informazioni è uno dei principi alla base della filosofia Open Source, che ormai da qualche tempo ha abbandonato il mondo del software per allargarsi anche ad altri settori.
Uno dei settori in cui difficilmente si sarebbe immaginati di applicare lo spirito dell'Open Source è quello delle auto. Eppure nel 2012 è nato un progetto relativo alla costruzione di un'auto Open Source: OSVehicle.
Il progetto è scaturito dalle menti di un cinese, fortemente legato all'Italia, ed un italiano; la sede della società si trova infatti nel varesotto.
Grazie ad OSVehicle è possibile accedere gratuitamente ai disegni 3D necessari a progettare e costruire un'auto a 2 o 4 posti; l'unica parte che manca è la carrozzeria. I disegni sono forniti nel formato stp così che possono essere visualizzati e modificati con qualunque software CAD. In questo modo è possibile costruirsi la propria auto assemblando i vari pezzi oppure di creare e modificare nuovi componenti.
Dal momento che i disegni sono fruibili liberamente tutti possono contribuire a far evolvere questo progetto, a patto di rispettare la licenza open source.
Tabby è il nome di questa piattaforma base di auto open source. E' possibile montare il motore che si preferisce scegliendo fra le tre opzioni della combustione interna, dell’ibrido e dell’elettrico.
Benchè questa versione non sia adatta alla circolazione stradale è comunque idonea ad essere omologata (in Italia) come quadriciclo. Però sicuramente grazie ai contributi di appassionati ma anche di ingegneri e tecnici, le future versioni potrebbero essere alla base di molte delle auto che vedremo circolare in futuro.
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14 aprile 2016
31 marzo 2016
WikiHouse: le case del futuro saranno Open Source!
Il concetto di software open source è ormai diventato noto sia in ambito personale che professionale. Oltre che alle applicazioni software la filosofia open source è stata applicata anche all'hardware; basti pensare a progetti come Arduino e RaspBerry.
Recentemente la filosofia open source è stata applicata anche nel campo dell'architettura con un progetto nato a Londra nel 2011: WikiHouse.
La prima presentazione di questo progetto è avvenuta nella Gwangju Design Biennale di Gwangju in Corea del Sud.
Si tratta di un progetto open source per disegnare e costruire piccole ed economiche case (principalmente in legno ma è possibile usare anche altri materiali), partendo da strutture facilmente impilabili, leggere e che possano essere trasportate e montate da personale non specializzato.
Grazie a WikiHouse è possibile scaricare gratuitamente i piani di costruzione disponibili sotto licenza Creative Commons, modificarli usando il programma SketchUp e di utilizzarli per creare i vari pezzi che andranno a comporre la casa stampandoli con una macchina a controllo numerico.
La costruzione degli edifici WikiHouse non richiede che vengano utilizzati parti speciali in quanto i vari pezzi (relativamente piccoli) si agganciano e si incastrano insieme con connessioni ispirate dall'architettura tradizionale della Corea.
Il tempo necessario ad assemblare una tipica struttura WikiHouse richiede meno di un giorno da gente che non possiede alcun addestramento formale nelle tecniche di costruzione. Naturalmente alla struttura deve essere aggiunto tutto ciò che serve per l'isolamento termoacustico, il rivestimento murale, i cavi (telefono, tv, internet, etc.), gli scarichi fognari e le tubature delle acque. Senza tutto questo non sarebbe possibile ottenere il certificato di abitabilità.
Al suo stato attuale WikiHouse può essere utilizzato, ad esempio, per costruire rapidamente case in zone dove si sono verificati dei disastri (terremoti, frane, alluvioni e simili) oppure in zone povere o soggette a combattimenti. Ma l'obiettivo dei suoi ideatori è di consentire, in un futuro abbastanza vicino, di costruire delle vere e proprie case (e non solo) moderne, in tempi rapidi e a costi molto più contenuti di quelli attuali.
Quindi il progetto WikiHouse, oltre ad essere interessante per chi ama realizzare cose con le proprie mani, dimostra come l'impiego della filosofia open source in contesti diversi da quello tradizionale del software consente di ottenere benefici fruibili da tutti anche in settori molto particolari come è quello dell'architettura.
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Recentemente la filosofia open source è stata applicata anche nel campo dell'architettura con un progetto nato a Londra nel 2011: WikiHouse.
La prima presentazione di questo progetto è avvenuta nella Gwangju Design Biennale di Gwangju in Corea del Sud.
Si tratta di un progetto open source per disegnare e costruire piccole ed economiche case (principalmente in legno ma è possibile usare anche altri materiali), partendo da strutture facilmente impilabili, leggere e che possano essere trasportate e montate da personale non specializzato.
Grazie a WikiHouse è possibile scaricare gratuitamente i piani di costruzione disponibili sotto licenza Creative Commons, modificarli usando il programma SketchUp e di utilizzarli per creare i vari pezzi che andranno a comporre la casa stampandoli con una macchina a controllo numerico.
La costruzione degli edifici WikiHouse non richiede che vengano utilizzati parti speciali in quanto i vari pezzi (relativamente piccoli) si agganciano e si incastrano insieme con connessioni ispirate dall'architettura tradizionale della Corea.
Il tempo necessario ad assemblare una tipica struttura WikiHouse richiede meno di un giorno da gente che non possiede alcun addestramento formale nelle tecniche di costruzione. Naturalmente alla struttura deve essere aggiunto tutto ciò che serve per l'isolamento termoacustico, il rivestimento murale, i cavi (telefono, tv, internet, etc.), gli scarichi fognari e le tubature delle acque. Senza tutto questo non sarebbe possibile ottenere il certificato di abitabilità.
Al suo stato attuale WikiHouse può essere utilizzato, ad esempio, per costruire rapidamente case in zone dove si sono verificati dei disastri (terremoti, frane, alluvioni e simili) oppure in zone povere o soggette a combattimenti. Ma l'obiettivo dei suoi ideatori è di consentire, in un futuro abbastanza vicino, di costruire delle vere e proprie case (e non solo) moderne, in tempi rapidi e a costi molto più contenuti di quelli attuali.
Quindi il progetto WikiHouse, oltre ad essere interessante per chi ama realizzare cose con le proprie mani, dimostra come l'impiego della filosofia open source in contesti diversi da quello tradizionale del software consente di ottenere benefici fruibili da tutti anche in settori molto particolari come è quello dell'architettura.
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17 marzo 2016
SpyDetectFree: scoprire gratis se il nostro PC è spiato!
Che ci si trovi a casa ad utilizzare il proprio PC oppure al lavoro su quello aziendale si può correre il rischio di essere spiati. Esistono infatti degli spyware che, a nostra totale insaputa, consentono a malintenzionati di registrare cosa stiamo digitando sulla tastiera oppure di sapere quali programmi stiamo utilizzando o che azioni stiamo svolgendo.
Purtroppo non sempre questo tipo di spyware vengono adeguatamente individuati dai programmi anti-virus. Allora come possiamo fare a sapere se il nostro PC viene spiato da qualcuno?
Se vogliamo toglierci questo timore possiamo utilizzare un piccolo programma: SpyDetectFree.
Si tratta di un software gratuito disponibile per i sistemi Windows, sia nelle versioni a 32 che a 64 bit, e che non richiede alcuna installazione. Utilizzarlo è molto semplice; infatti non occorre fare altro che cliccare sul grande bottone e aspettare che il programma abbia finito i suoi controlli. A quel punto avremo due responsi: il primo ci dice se sono presenti eventuali spyware che registrano ciò che viene digitato tramite la tastiera, il secondo invece ci dice se vi sono processi che registrano cosa stiamo facendo sul PC.
Per avere maggiori dettagli su ciò che è stato eventualmente trovato da SpyDetectFree basta fare clic sul bottone "Details". Naturalmente il programma indica solamente se ci sono degli spyware sul nostro PC. Se così fosse sta poi a noi o a chi ne ha le competenze provvedere a rimuoverli.
Quindi se avete il sospetto che il vostro PC possa essere soggetto ad azioni di spionaggio a vostra insaputa, oltre al vostro antivirus, avete uno strumento in più per stare al sicuro grazie a SpyDetectFree.
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Purtroppo non sempre questo tipo di spyware vengono adeguatamente individuati dai programmi anti-virus. Allora come possiamo fare a sapere se il nostro PC viene spiato da qualcuno?
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Si tratta di un software gratuito disponibile per i sistemi Windows, sia nelle versioni a 32 che a 64 bit, e che non richiede alcuna installazione. Utilizzarlo è molto semplice; infatti non occorre fare altro che cliccare sul grande bottone e aspettare che il programma abbia finito i suoi controlli. A quel punto avremo due responsi: il primo ci dice se sono presenti eventuali spyware che registrano ciò che viene digitato tramite la tastiera, il secondo invece ci dice se vi sono processi che registrano cosa stiamo facendo sul PC.
Per avere maggiori dettagli su ciò che è stato eventualmente trovato da SpyDetectFree basta fare clic sul bottone "Details". Naturalmente il programma indica solamente se ci sono degli spyware sul nostro PC. Se così fosse sta poi a noi o a chi ne ha le competenze provvedere a rimuoverli.
Quindi se avete il sospetto che il vostro PC possa essere soggetto ad azioni di spionaggio a vostra insaputa, oltre al vostro antivirus, avete uno strumento in più per stare al sicuro grazie a SpyDetectFree.
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22 febbraio 2016
Project Spark: creare gratis videogiochi professionali!
Il mercato dei videogiochi è sempre florido e quello dove la tecnologia la fa da padrona per cercare di rendere l'esperienza di gioco sempre più coinvolgente e realistica. A molti piacerebbe poter realizzare il proprio gioco ma spesso sono necessarie delle competenze di programmazione non proprio banali.
Ci sono diverse piattaforme commerciali che permettono agli sviluppatori di poter creare da zero il proprio videogioco ma i costi e la complessità spesso possono scoraggiare.
Ma se volete anche voi dare libero sfogo alla vostra creatività e dare vita a giochi che non hanno nulla da invidiare a quelli prodotti dalle più famose case di giochi, allora vi farà piacere sapere che esiste una soluzione gratuita alla portata di tutti: si chiama Project Spark.
Si tratta di una applicazione disponibile per Windows 8.1 ed XBox One liberamente scaricabile dai rispettivi store.
Una volta installata è possibile scegliere tra due modalità: "Gioca" e "Crea". Con la prima, come il nome lascia intuire, è possibile giocare con uno dei tanti titoli disponibili. Quella che più interessa è la seconda, grazie alla quale avremo modo di creare il nostro personalissimo gioco in maniera molto semplice e guidata.
Grazie alla modalità "Crea" di Project Spark sarà possibile creare, senza scrivere neanche una riga di codice, le location, i personaggi e tutti gli elementi necessari. Una volta create le ambientazioni ed i personaggi bisognerà dedicarsi alla realizzazione della logica di gioco, ossia a tutte le azioni che i vari personaggi dovranno compiere nel gioco. In pratica si devono creare quelli che vengono detti "cervelli" ossia le intelligenze che si nascondono dietro ciascun personaggio e gli elementi che s'intendono far comparire a schermo.
Per creare questi cervelli è a disposizione un linguaggio di programmazione dedicato che si chiama Kode. Ma non spaventatevi non dovete scrivere neanche una riga di codice. Kode infatti mette a disposizione tutta una serie di "mattonelle" che possono essere messe insieme tra di loro per creare le istruzioni che insegneranno ai vari personaggi come comportarsi al verificarsi di determinate azioni. In pratica si programma secondo una logica di tipo "When-Do". L'insieme di tutte queste istruzioni crea la logica del cervello e attribuisce al personaggio un suo carattere.
I giochi che avremo creato con Project Spark possono anche essere condivisi in modo che altri possano non solo giocarci ma anche utilizzarli per crearne eventualmente di nuovi a partire dal nostro lavoro. Infatti dietro a questa applicazione c'è una forte community formata da tutti i suoi utilizzatori.
Quindi anche se voi volete tuffarvi nel fantastico mondo della creazione di videogiochi, anche se a digiuno di qualsiasi linguaggio di programmazione, alla con Project Spark potrete finalmente realizzare l'avventura che avete sempre sognato.
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Ci sono diverse piattaforme commerciali che permettono agli sviluppatori di poter creare da zero il proprio videogioco ma i costi e la complessità spesso possono scoraggiare.
Ma se volete anche voi dare libero sfogo alla vostra creatività e dare vita a giochi che non hanno nulla da invidiare a quelli prodotti dalle più famose case di giochi, allora vi farà piacere sapere che esiste una soluzione gratuita alla portata di tutti: si chiama Project Spark.
Si tratta di una applicazione disponibile per Windows 8.1 ed XBox One liberamente scaricabile dai rispettivi store.
Una volta installata è possibile scegliere tra due modalità: "Gioca" e "Crea". Con la prima, come il nome lascia intuire, è possibile giocare con uno dei tanti titoli disponibili. Quella che più interessa è la seconda, grazie alla quale avremo modo di creare il nostro personalissimo gioco in maniera molto semplice e guidata.
Grazie alla modalità "Crea" di Project Spark sarà possibile creare, senza scrivere neanche una riga di codice, le location, i personaggi e tutti gli elementi necessari. Una volta create le ambientazioni ed i personaggi bisognerà dedicarsi alla realizzazione della logica di gioco, ossia a tutte le azioni che i vari personaggi dovranno compiere nel gioco. In pratica si devono creare quelli che vengono detti "cervelli" ossia le intelligenze che si nascondono dietro ciascun personaggio e gli elementi che s'intendono far comparire a schermo.
Per creare questi cervelli è a disposizione un linguaggio di programmazione dedicato che si chiama Kode. Ma non spaventatevi non dovete scrivere neanche una riga di codice. Kode infatti mette a disposizione tutta una serie di "mattonelle" che possono essere messe insieme tra di loro per creare le istruzioni che insegneranno ai vari personaggi come comportarsi al verificarsi di determinate azioni. In pratica si programma secondo una logica di tipo "When-Do". L'insieme di tutte queste istruzioni crea la logica del cervello e attribuisce al personaggio un suo carattere.
I giochi che avremo creato con Project Spark possono anche essere condivisi in modo che altri possano non solo giocarci ma anche utilizzarli per crearne eventualmente di nuovi a partire dal nostro lavoro. Infatti dietro a questa applicazione c'è una forte community formata da tutti i suoi utilizzatori.
Quindi anche se voi volete tuffarvi nel fantastico mondo della creazione di videogiochi, anche se a digiuno di qualsiasi linguaggio di programmazione, alla con Project Spark potrete finalmente realizzare l'avventura che avete sempre sognato.
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9 febbraio 2016
BEE Free: creare gratis online email responsive!
L'invio di email da parte delle imprese rappresenta un modo semplice per raggiungere clienti, attuali e potenziali, senza dover investire troppo in nuove tecnologie.
Infatti diversi studi mettono in evidenza che:
Dal momento che grazie all'uso degli smartphone la maggior parte delle persone legge le email in mobilità, piuttosto che dal PC, diventa importante che le email che vengono inviate risultino leggibili correttamente anche e soprattutto da dispositivi mobili. Questo significa che occorre realizzare delle email che siano responsive, proprio come lo sono i siti web.
Esistono diversi servizi professionali che consentono di gestire le campagne di email marketing e mettono a disposizione un editor tramite cui creare le nostre email promozionali. Ma più alto è il numero di invii che si devono fare maggiore diventa il costo di questi servizi.
Se volessimo realizzare autonomamente delle email responsive senza passare attraverso servizi di questo genere dovremmo avere delle competenze di programmazione web che non tutti hanno. Però se volessimo procedere lungo questa strada la soluzione esiste: BEE Free.
Si tratta di un editor gratuito fruibile online che ci permette di realizzare le nostre email responsive senza dover necessariamente possedere conoscenze di programmazione. Questo servizio viene fornito liberamente senza alcun obbligo di registrazione da MailUp, uno dei servizi professionali di email marketing cui accennavamo prima.
Grazie a questo editor sarà possibile creare email belle ed originali senza dover scrivere neanche una riga di codice, ottimizzandola per essere visualizzata al meglio da vari schermi, soprattutto quelli dei dispositivi mobili. Il punto di partenza è uno dei quattro template messi a disposizione, che poi potremo raffinare e modificare come meglio crediamo.
Una volta completata la stesura della nostra email sarà possibile visualizzarne in pochi istanti la sua anteprima e controllarne la resa su desktop e su schermi mobile. Quando siamo soddisfatti del nostro lavoro possiamo salvarla in un file zip (che contiene la versione HTML dell’email e una cartella di immagini) ed esportarla nella nostra piattaforma di email marketing preferita.
Quindi se anche voi volete rendere le vostre campagne di email marketing più incisive e accattivanti con l'invio di email responsive, allora BEE Free è l'editor che fa al caso vostro.
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Infatti diversi studi mettono in evidenza che:
- il 70% dei consumatori preferisce essere contattato via email (MarketingSherpa)
- l’email marketing guida il 66% degli acquisti dei consumatori (Direct Marketing Association)
- il 52% dei possessori di smartphone accede alle email da mobile (Pew Research Center)
Dal momento che grazie all'uso degli smartphone la maggior parte delle persone legge le email in mobilità, piuttosto che dal PC, diventa importante che le email che vengono inviate risultino leggibili correttamente anche e soprattutto da dispositivi mobili. Questo significa che occorre realizzare delle email che siano responsive, proprio come lo sono i siti web.
Esistono diversi servizi professionali che consentono di gestire le campagne di email marketing e mettono a disposizione un editor tramite cui creare le nostre email promozionali. Ma più alto è il numero di invii che si devono fare maggiore diventa il costo di questi servizi.
Se volessimo realizzare autonomamente delle email responsive senza passare attraverso servizi di questo genere dovremmo avere delle competenze di programmazione web che non tutti hanno. Però se volessimo procedere lungo questa strada la soluzione esiste: BEE Free.
Si tratta di un editor gratuito fruibile online che ci permette di realizzare le nostre email responsive senza dover necessariamente possedere conoscenze di programmazione. Questo servizio viene fornito liberamente senza alcun obbligo di registrazione da MailUp, uno dei servizi professionali di email marketing cui accennavamo prima.
Grazie a questo editor sarà possibile creare email belle ed originali senza dover scrivere neanche una riga di codice, ottimizzandola per essere visualizzata al meglio da vari schermi, soprattutto quelli dei dispositivi mobili. Il punto di partenza è uno dei quattro template messi a disposizione, che poi potremo raffinare e modificare come meglio crediamo.
Una volta completata la stesura della nostra email sarà possibile visualizzarne in pochi istanti la sua anteprima e controllarne la resa su desktop e su schermi mobile. Quando siamo soddisfatti del nostro lavoro possiamo salvarla in un file zip (che contiene la versione HTML dell’email e una cartella di immagini) ed esportarla nella nostra piattaforma di email marketing preferita.
Quindi se anche voi volete rendere le vostre campagne di email marketing più incisive e accattivanti con l'invio di email responsive, allora BEE Free è l'editor che fa al caso vostro.
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25 gennaio 2016
Li-Fi: il wireless del futuro sarà basato sulla luce visibile!
Grazie alle reti wireless oggi è possibile accedere ad Internet senza dover necessariamente stendere cavi all'interno di uffici e case. E con il diffondersi di hot spot wi-fi si può navigare nella rete anche quando ci si trovi fuori sede.
Ma proprio per il sempre crescente numero di dispositivi che si connettono alla rete grazie al wi-fi ed al bluetooth, diventa sempre più imperante la necessità di aumentare la loro velocità di traffico. In questo modo sarà possibile far viaggiare una quantità sempre più grandi di dati senza allungare i tempi necessari alla loro trasmissione.
Grazie all'ultima nata tra le tecnologie dedicate alla comunicazione wireless, le reti del futuro saranno basate sulla luce visibile e non più sulle onde radio. Il nome dato a questa nuova tecnologia è Li-Fi o Light Fidelity.
Questa innovativa tecnologia sfrutta le reti di illuminazione LED. In pratica permette di inviare dati ad alte velocità sfruttando la comunicazione a luce visibile. Nella lampadina viene posizionato un chip che invia i dati a una frequenza dello spettro elettromagnetico visibile a occhio nudo. I dati sono trasmessi in un fascio di luce intermittente, con rapidissime interruzioni. Solo con lampadine LED, che a differenza di quelle a incandescenza sono facilmente controllabili e capaci di intermittenze di pochi microsecondi, è possibile ottenere simili risultati. I dati illuminati vengono catturati da un sensore sul pc (simile a una videocamera nel funzionamento) che li trasforma per darli in pasto al computer.
Dai test condotti finora utilizzando la luce visibile tra 400 e 800 terahertz (THz), risulta possibile trasmettere dati fino a 1 gigabyte per secondo, quindi oltre 100 volte più velocemente che con il Wi-Fi. A queste velocità, un film ad alta definizione potrebbe essere scaricato nel giro di pochi secondi. Attualmente la tecnologia Li-Fi sta venendo utilizzata in uffici ed ambienti industriali a Helsinki dalla società Velmenni.
Uno dei vantaggi del Li-Fi è che presenta rispetto al wi-fi una maggiore sicurezza per i network locali, dal momento che la luce non può passare attraverso i muri, il che significa anche meno interferenze fra i dispositivi. Ma presenta vantaggi anche in termini di risparmio energetico e di usabilità: infatti può essere usata in ambienti dove non è consentito il wi-fi come ospedali ed aerei.
Inoltre, il fatto di poter utilizzare la luce come mezzo di trasmissione apre nuove opportunità di sfruttamento per i dispositivi di illuminazione già esistenti, come: insegne luminose, fari delle vetture, semafori e l’illuminazione stradale. Sarebbe ad esempio possibile fare in modo che un segnale stradale luminoso comunichi direttamente a una vettura le informazioni utili alla guida. Oppure si potrebbero utilizzare i lampioni stradali per creare rapidamente ed in maniera economica una rete wireless cittadina.
Quindi il Li-Fi, in potenza, spalanca la porta a una serie di scenari prima impensabili. Anche se il Li-Fi potrebbe non essere in grado di rimpiazzare completamente il Wi-Fi, le due tecnologie potrebbero essere usate in parallelo per creare network più efficienti.
Il successo dei progetti pilota attualmente in corso nel mondo potrebbe rendere questa tecnologia disponibile per i consumatori nel giro di tre o quattro anni. Quindi in futuro ogni lampadina a LED sarebbe stata usata come un'alternativa ultra-veloce al Wi-Fi.
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Ma proprio per il sempre crescente numero di dispositivi che si connettono alla rete grazie al wi-fi ed al bluetooth, diventa sempre più imperante la necessità di aumentare la loro velocità di traffico. In questo modo sarà possibile far viaggiare una quantità sempre più grandi di dati senza allungare i tempi necessari alla loro trasmissione.
Grazie all'ultima nata tra le tecnologie dedicate alla comunicazione wireless, le reti del futuro saranno basate sulla luce visibile e non più sulle onde radio. Il nome dato a questa nuova tecnologia è Li-Fi o Light Fidelity.
Questa innovativa tecnologia sfrutta le reti di illuminazione LED. In pratica permette di inviare dati ad alte velocità sfruttando la comunicazione a luce visibile. Nella lampadina viene posizionato un chip che invia i dati a una frequenza dello spettro elettromagnetico visibile a occhio nudo. I dati sono trasmessi in un fascio di luce intermittente, con rapidissime interruzioni. Solo con lampadine LED, che a differenza di quelle a incandescenza sono facilmente controllabili e capaci di intermittenze di pochi microsecondi, è possibile ottenere simili risultati. I dati illuminati vengono catturati da un sensore sul pc (simile a una videocamera nel funzionamento) che li trasforma per darli in pasto al computer.
Dai test condotti finora utilizzando la luce visibile tra 400 e 800 terahertz (THz), risulta possibile trasmettere dati fino a 1 gigabyte per secondo, quindi oltre 100 volte più velocemente che con il Wi-Fi. A queste velocità, un film ad alta definizione potrebbe essere scaricato nel giro di pochi secondi. Attualmente la tecnologia Li-Fi sta venendo utilizzata in uffici ed ambienti industriali a Helsinki dalla società Velmenni.
Uno dei vantaggi del Li-Fi è che presenta rispetto al wi-fi una maggiore sicurezza per i network locali, dal momento che la luce non può passare attraverso i muri, il che significa anche meno interferenze fra i dispositivi. Ma presenta vantaggi anche in termini di risparmio energetico e di usabilità: infatti può essere usata in ambienti dove non è consentito il wi-fi come ospedali ed aerei.
Inoltre, il fatto di poter utilizzare la luce come mezzo di trasmissione apre nuove opportunità di sfruttamento per i dispositivi di illuminazione già esistenti, come: insegne luminose, fari delle vetture, semafori e l’illuminazione stradale. Sarebbe ad esempio possibile fare in modo che un segnale stradale luminoso comunichi direttamente a una vettura le informazioni utili alla guida. Oppure si potrebbero utilizzare i lampioni stradali per creare rapidamente ed in maniera economica una rete wireless cittadina.
Quindi il Li-Fi, in potenza, spalanca la porta a una serie di scenari prima impensabili. Anche se il Li-Fi potrebbe non essere in grado di rimpiazzare completamente il Wi-Fi, le due tecnologie potrebbero essere usate in parallelo per creare network più efficienti.
Il successo dei progetti pilota attualmente in corso nel mondo potrebbe rendere questa tecnologia disponibile per i consumatori nel giro di tre o quattro anni. Quindi in futuro ogni lampadina a LED sarebbe stata usata come un'alternativa ultra-veloce al Wi-Fi.
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12 gennaio 2016
Automotive Grade Linux: il sistema open source di infotainment per auto!
Con il diffondersi degli smartphone e dei tablet anche il settore automobilistico ha iniziato a sfruttare le nuove tecnologie per far entrare le loro vetture nel mondo dell'Internet Of Thing. Colossi come Google ed Apple, seguiti a ruota da Microsoft, hanno realizzato delle piattaforme di infotainment basate su speciali versioni dei loro sistemi operativi. Ma dopo di loro anche Linux ha deciso di realizzare una sua piattaforma gratuita ed open source.
Questo assistente intelligente prende il nome di Automotive Grade Linux.
Al suo interno si trova Tizen, il noto sistema operativo che viene utilizzato in alcuni smartphone, smartwatch e smart TV. Grazie a questo motore vengono fornite di default le principali funzionalità di una connected car. Queste funzionalità altro non sono che delle applicazioni sviluppate in HTML5 e JavaScript.
Dal momento che Automotive Grade Linux è open source i produttori di auto sono liberi di poter modificare come meglio credono i vari applicativi ed avere il pieno controllo di tutto ciò che "gira" sul computer di bordo. Altro vantaggio per le case produttrici è che lo sviluppo del sistema operativo risulta slegato dalle varie autovetture e possono quindi concentrarsi principalmente alla realizzazione di nuove tecnologie da abbinare successivamente ad AGL.
Una piattaforma come Automotive Grade Linux dimostra chiaramente come l'approccio open source possa adattarsi con grandi benefici anche ad un ecosistema particolare come quello del settore automobilistico.
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Questo assistente intelligente prende il nome di Automotive Grade Linux.
Al suo interno si trova Tizen, il noto sistema operativo che viene utilizzato in alcuni smartphone, smartwatch e smart TV. Grazie a questo motore vengono fornite di default le principali funzionalità di una connected car. Queste funzionalità altro non sono che delle applicazioni sviluppate in HTML5 e JavaScript.
Dal momento che Automotive Grade Linux è open source i produttori di auto sono liberi di poter modificare come meglio credono i vari applicativi ed avere il pieno controllo di tutto ciò che "gira" sul computer di bordo. Altro vantaggio per le case produttrici è che lo sviluppo del sistema operativo risulta slegato dalle varie autovetture e possono quindi concentrarsi principalmente alla realizzazione di nuove tecnologie da abbinare successivamente ad AGL.
Una piattaforma come Automotive Grade Linux dimostra chiaramente come l'approccio open source possa adattarsi con grandi benefici anche ad un ecosistema particolare come quello del settore automobilistico.
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