Se siete anche solo un po' degli smanettoni del computer quasi sicuramente vi sarà capitato di trovarvi in situazioni del genere: un vostro amico vi chiama per farsi aiutare a risolvere un problema sul computer ma siete lontani; un collega di una sede diversa dalla vostra si rivolge a voi per sapere come deve fare una certa operazione con il nuovo software adottato dalla azienda.
Per poter dare il vostro aiuto però vi serve poter raggiungere il suo computer e a questo punto avete due possibilità: andare direttamente dal vostro amico/collega oppure riuscire a collegarvi da remoto al suo computer. La prima strada a volte non sempre è percorribile o la più comoda.
Per vostra fortuna sono disponibili soluzioni di assistenza a distanza che permettono di poter lavorare su un computer remoto come se foste davanti ad esso. Di solito soluzioni di questo tipo sono fornite con licenze commerciali e a costi non proprio economici.
Esistono però anche delle alternative gratuite che possono essere usate sia in ambito personale che professionale. Una di queste si chiama: ShowMyPC.
Si tratta di una soluzione commerciale di cui viene fornita anche una versione free. Grazie a questa applicazione, che può essere usata in modalità portabile(cioè senza installazione), potete collegarvi a qualsiasi computer remoto e lavorarci come se lo aveste davanti. Naturalmente perché ciò sia possibile è necessario che questa applicazione sia presente sia sul dispositivo che volete raggiungere sia su quello che utilizzate per connettervi ad esso. Questa operazione è molto semplice da compiere: basta scambiarsi una sola informazione!
Dopo che avete scaricato il programma basterà avviarlo e fornire (se siete chi ha bisogno di assistenza) il proprio numero identificativo generato dal programma oppure digitare il numero identificativo del PC (se siete chi fornisce assistenza) nell'apposito campo e avviare la connessione.
Una volta che avete stabilito la connessione con il dispositivo remoto siete in grado di svolgere su di esso tutte le operazioni del caso. ShowMyPC permette anche di poter svolgere una chat così da seguire meglio chi sta dall'altra parte.
Se voi e la persona a cui dovete fornire supporto avete sistemi operativi diversi, ad esempio Windows e Mac o Linux, allora vi converrà scaricare la versione Java.
Purtroppo la versione free, a differenza di quella a pagamento, ha delle limitazioni: non è possibile condividere file o cartelle nè avviare una chiamata audio e la connessione ha limiti di tempo (dopo 1 ora dovete ricollegarvi). Però queste limitazioni sono facilmente ovviabili in vari modi.
Cosa importante è che la versione free di ShowMyPC può essere usata sia a livello personale che commerciale. Il che la rende una soluzione adatta anche ad un uso in azienda o in uno studio professionale.
Quindi se state cercando una soluzione di desktop remoto che sia semplice, veloce ed economica allora ShowMyPC è da provare sicuramente.
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22 marzo 2018
6 marzo 2018
Home Assistant: gestire gratis la propria smart home!
Una delle novità tecnologiche degli ultimi anni è rappresentata dall'Internet delle cose (Internet of Things, IoT) ossia dalla rete costituita da tutti quegli oggetti, di uso più o meno quotidiano, che hanno la possibilità di potersi collegare ad Internet.
Uno dei settori in cui si può toccare con mano questa Internet delle cose è quello della domotica. Basti pensare al fatto che oggi possiamo, ad esempio, da remoto con il nostro smartphone o tablet accendere le luci o il riscaldamento, collegarci ad una videocamera di sorveglianza, accendere il forno per trovare la pietanza pronta per quando arriviamo a casa.
Tutto questo è possibile perché molti produttori di dispositivi per la casa hanno aggiunto ai propri prodotti classici anche quelli capaci di collegarsi alla rete. Ciò con l'intento non solo di abituare la gente a queste novità tecnologiche ma anche per rendere i prezzi dei dispositivi IoT sempre più economici.
Il problema però è che il software che controlla i dispositivi di un determinato produttore spesso e volentieri non è compatibile con i dispositivi di altri fornitori. Ciò è dovuto al fatto che i dispositivi di uno specifico produttore usano un proprio standard per comunicare. La conseguenza di questa incompatibilità è che una volta scelta una marca bisognerà acquistare altri dispositivi dello stesso produttore per aggiungere nuove funzionalità alla propria casa.
Ma se vogliamo utilizzare dispositivi intelligenti di produttori diversi e controllarli tutti da un unico pannello di amministrazione come si può fare? Niente panico, come sempre il mondo dell'open source viene in soccorso: basta usare Home Assistant.
Si tratta di una soluzione che permette di trasformare un Raspberry in un HUB domotico. Per chi non lo sapesse il Raspberry è un mini computer a basso costo e dai consumi limitati. Il che non è un male se deve stare sempre acceso per permetterci di gestire tutti i dispositivi presenti nella nostra smart home.
La sua installazione è abbastanza semplice in quanto basta scaricare il software (per i più tecnici si tratta di un'immagine iso) dal sito, copiarlo su una scheda SD da inserire poi nel nostro Raspberry. Poi bisognerà procedere manualmente con alcune configurazioni ma seguendo l'ottima documentazione non sarà difficile compierle.
Una volta fatte tutte le operazioni potremo accedere al pannello di amministrazione di Home Assistant via browser da pc o dal nostro tablet. Grazie a questo pannello potremo aggiungere tutti vari dispositivi intelligenti che abbiamo in casa e quindi poterli controllare.
La gestione dei vari dispositivi intelligenti è resa possibile dai tanti componenti messi a disposizione. Alcuni sono forniti direttamente con Home Assistant, tantissimi altri sono messi a disposizione da terze parti. Ad oggi sono oltre 1000 i componenti disponibili; per un elenco completo cliccate qui.
Ed è proprio la ricchezza dei componenti di Home Assistant che fa apprezzare i vantaggi di usare una soluzione open source.
Quindi se siete amanti della tecnologia e volete rendere la vostra casa una smart home ma volete gestirla come piace a voi ed utilizzando i dispositivi intelligenti di diversi fornitori, allora dovete assolutamente provare Home Assistant.
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Uno dei settori in cui si può toccare con mano questa Internet delle cose è quello della domotica. Basti pensare al fatto che oggi possiamo, ad esempio, da remoto con il nostro smartphone o tablet accendere le luci o il riscaldamento, collegarci ad una videocamera di sorveglianza, accendere il forno per trovare la pietanza pronta per quando arriviamo a casa.
Tutto questo è possibile perché molti produttori di dispositivi per la casa hanno aggiunto ai propri prodotti classici anche quelli capaci di collegarsi alla rete. Ciò con l'intento non solo di abituare la gente a queste novità tecnologiche ma anche per rendere i prezzi dei dispositivi IoT sempre più economici.
Il problema però è che il software che controlla i dispositivi di un determinato produttore spesso e volentieri non è compatibile con i dispositivi di altri fornitori. Ciò è dovuto al fatto che i dispositivi di uno specifico produttore usano un proprio standard per comunicare. La conseguenza di questa incompatibilità è che una volta scelta una marca bisognerà acquistare altri dispositivi dello stesso produttore per aggiungere nuove funzionalità alla propria casa.
Ma se vogliamo utilizzare dispositivi intelligenti di produttori diversi e controllarli tutti da un unico pannello di amministrazione come si può fare? Niente panico, come sempre il mondo dell'open source viene in soccorso: basta usare Home Assistant.
Si tratta di una soluzione che permette di trasformare un Raspberry in un HUB domotico. Per chi non lo sapesse il Raspberry è un mini computer a basso costo e dai consumi limitati. Il che non è un male se deve stare sempre acceso per permetterci di gestire tutti i dispositivi presenti nella nostra smart home.
La sua installazione è abbastanza semplice in quanto basta scaricare il software (per i più tecnici si tratta di un'immagine iso) dal sito, copiarlo su una scheda SD da inserire poi nel nostro Raspberry. Poi bisognerà procedere manualmente con alcune configurazioni ma seguendo l'ottima documentazione non sarà difficile compierle.
Una volta fatte tutte le operazioni potremo accedere al pannello di amministrazione di Home Assistant via browser da pc o dal nostro tablet. Grazie a questo pannello potremo aggiungere tutti vari dispositivi intelligenti che abbiamo in casa e quindi poterli controllare.
La gestione dei vari dispositivi intelligenti è resa possibile dai tanti componenti messi a disposizione. Alcuni sono forniti direttamente con Home Assistant, tantissimi altri sono messi a disposizione da terze parti. Ad oggi sono oltre 1000 i componenti disponibili; per un elenco completo cliccate qui.
Ed è proprio la ricchezza dei componenti di Home Assistant che fa apprezzare i vantaggi di usare una soluzione open source.
Quindi se siete amanti della tecnologia e volete rendere la vostra casa una smart home ma volete gestirla come piace a voi ed utilizzando i dispositivi intelligenti di diversi fornitori, allora dovete assolutamente provare Home Assistant.
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19 febbraio 2018
Sequel: creare gratis chatbot multipiattaforma!
Uno degli strumenti di digital marketing che sta prendendo sempre più piede è rappresentato dall'utilizzo dei chatbot. In pratica si tratta di interfacce conversazionali automatizzate tramite le quali molte aziende sono in grado di fornire ai propri clienti (acquisiti o potenziali) informazioni sui propri prodotti e servizi. Insomma dei veri e propri assistenti virtuali a disposizione 24 ore su 24 e accessibili da qualsiasi dispositivo.
Probabilmente starete pensando che realizzare un vostro chatbot richieda delle competenze tecniche non proprio alla portata di tutti. Forse all'inizio poteva essere così ma oggi sono disponibili diversi servizi che permettono di poter creare un chatbot in maniera molto semplice e veloce. Uno di questi servizi è Sequel.
Si tratta di un servizio completamente gratuito che consente di creare il proprio chatbot e di renderlo disponibile per le principali piattaforme di instant messaging come Facebook Messenger, Telegram ed altre.
Per iniziare a dare vita al proprio chatbot si può partire adattando uno dei modelli già predefiniti oppure crearne uno da zero. E per farlo è sufficiente rispondere a qualche domanda, usare la funzionalità di drag&drop per personalizzarlo con semplicità e quando si è soddisfatti del risultato renderlo pubblico con un clic.
Le tipologie di chatbot che è possibile realizzare con Sequel sono diverse: possiamo crearne uno per il nostro blog o sito di contenuti; per raccontare storie interattive con punti di ramificazione in base alle risposte dei lettori; per creare un quiz interattivo o uno story-game; oppure per creare una chat personale che interagisca con i nostri interlocutori con il nostro stile.
Altra funzionalità interessante di Sequel è quella che permette la personalizzazione delle chat con l’inserimento di testi colorati e GIF.
Quindi se anche voi volete avvicinarvi al fantastico mondo dei chatbox per conversare in modo naturale ed intimo con i vostri follower o clienti e cercate uno strumento gratuito che vi permetta di crearne uno in maniera semplice e veloce senza avere particolari conoscenze tecniche, allora rimarrete piacevolmente sorpresi da Sequel.
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Probabilmente starete pensando che realizzare un vostro chatbot richieda delle competenze tecniche non proprio alla portata di tutti. Forse all'inizio poteva essere così ma oggi sono disponibili diversi servizi che permettono di poter creare un chatbot in maniera molto semplice e veloce. Uno di questi servizi è Sequel.
Si tratta di un servizio completamente gratuito che consente di creare il proprio chatbot e di renderlo disponibile per le principali piattaforme di instant messaging come Facebook Messenger, Telegram ed altre.
Per iniziare a dare vita al proprio chatbot si può partire adattando uno dei modelli già predefiniti oppure crearne uno da zero. E per farlo è sufficiente rispondere a qualche domanda, usare la funzionalità di drag&drop per personalizzarlo con semplicità e quando si è soddisfatti del risultato renderlo pubblico con un clic.
Le tipologie di chatbot che è possibile realizzare con Sequel sono diverse: possiamo crearne uno per il nostro blog o sito di contenuti; per raccontare storie interattive con punti di ramificazione in base alle risposte dei lettori; per creare un quiz interattivo o uno story-game; oppure per creare una chat personale che interagisca con i nostri interlocutori con il nostro stile.
Altra funzionalità interessante di Sequel è quella che permette la personalizzazione delle chat con l’inserimento di testi colorati e GIF.
Quindi se anche voi volete avvicinarvi al fantastico mondo dei chatbox per conversare in modo naturale ed intimo con i vostri follower o clienti e cercate uno strumento gratuito che vi permetta di crearne uno in maniera semplice e veloce senza avere particolari conoscenze tecniche, allora rimarrete piacevolmente sorpresi da Sequel.
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8 febbraio 2018
TCP/IP Manager: gestire gratis i profili delle connessioni di rete!
Possono essere tante le ragioni per cui ci si trova ad utilizzare il proprio computer in diversi posti: uno studente probabilmente lo userà sia a casa che all'università; un consulente (non necessariamente informatico) lo avrà con sé in ufficio e quando va dai clienti.Quale che sia il motivo per cui dobbiamo usare il nostro portatile in più posti, per riuscire a collegarci in rete molto probabilmente dovremo intervenire sulle impostazioni di rete: l'indirizzo ip, i parametri di DNS, eventuali proxy e quant'altro.
Intervenire sui parametri di rete non è un'operazione particolarmente complessa né laboriosa, ma se dobbiamo effettuarla più volte al giorno e magari tutti i giorni allora sarebbe comodo se ci fosse il modo di poter passare da una configurazione ad un'altra in modo semplice e veloce.
Se vi trovate ad operare in queste condizioni allora vi farà piacere sapere che esiste una soluzione pensata proprio per questo: TCP/IP Manager.
Si tratta di un programma gratuito open source che permette di creare profili di rete e passare dall'uno all'altro con un semplice clic.
Se ad esempio usate il portatile a casa, in ufficio e/o in biblioteca, con questo programma potrete creare un profilo per ognuno di questi punti di accesso, e gestirli facilmente senza modificare ogni volta i parametri. Vi basterà infatti scegliere quale profilo usare a seconda del luogo in cui vi trovate per avere la vostra configurazione di rete opportunamente impostata.
A differenza di altri programmi simili a pagamento non ci sono limiti al numero di profili che potete creare. Inoltre il programma è disponibile in versione portable (cioè non richiede di essere installato) così può essere usato ad esempio in azienda per mettere a disposizione di tutti dei profili di rete già preimpostati.
Quindi se i vostri impegni, sia personali sia professionali, vi portano ad utilizzare il vostro computer in più posti costringendovi ad intervenire ogni volta sulle configurazioni di rete e cercate un'applicazione che vi permetta di gestirli in maniera semplice e veloce, allora dovete provare TCP/IP Manager.
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26 gennaio 2018
Jasper: l'assistente vocale open source!
Chi possiede uno smartphone è già abituato ad interagire usando la propria voce con un assistente virtuale come Siri, Cortana, Alexa o Google Assistant. Ma Amazon e Google sono andati oltre.
Entrambi questi colossi hanno realizzato degli altoparlanti intelligenti (Amazon Echo e Google Home) che possono essere comandati con la voce per accedere ai servizi offerti tramite i rispettivi assistenti vocali Alexa e Google Assistant.
Certo è molto bello avere in casa un assistente intelligente come il maggiordomo Jarvis di Tony Stark in Iron Man, anche se non siamo ancora a quei livelli di sofisticatezza. Però questi oggetti ascoltano la nostra voce e le nostre conversazioni in continuazione ed essendo il loro codice chiuso non sappiamo esattamente tutte queste informazioni dove vanno a finire e che uso ne potrebbe venir fatto.
Questo però non vuol dire che dobbiamo rinunciare ad usufruire delle comodità offerte da questi assistenti digitali. Infatti esiste la possibilità di avere un nostro assistente vocale il cui codice sia libero ed open source, quindi sotto il nostro controllo: basta usare Jasper.
Si tratta di un project open source che mette a disposizione un assistente virtuale a controllo vocale che gira su Raspberry Pi, il microcomputer che ha dimensioni poco più grandi di una carta di credito e che costa poco.
Tutto quello che occorre avere per realizzare il nostro personalissimo assistente vocale è avere, oltre al su citato Raspberry, un microfono USB, delle casse Jack attive (preamplificate) ed una connessione ad internet.
Sul sito dedicato al progetto si trovano tutte le indicazioni su come procedere alla sua installazione. Ci sono due modalità: una più semplice e veloce per chi non è troppo tecnico e vuole essere subito pronto, una più articolata per chi ha competenze più tecniche.
Quale che sia la strada seguita per rendere operativo il nostro Jasper, una volta pronto potremo usarlo per accedere a tutta una serie di servizi resi disponibili tramite quelli che vengono chiamati "Moduli".
Ce ne sono a disposizione veramente tanti: c'è quello che ci permette di accedere a Google Calendar per gestire i nostri eventi e attività; quello per interagire con il nostro account su Twitter; quello per memorizzare delle note su Evernote; Movies per recuperare informazioni su film; naturalmente quello per accedere alle previsioni meteo e via discorrendo. Un elenco completo può essere trovato sul sito del progetto.
Se non dovessero bastarci i moduli già disponibili possiamo farne richiesta direttamente tramite il sito oppure, se sappiamo programmare in Python, possiamo sviluppare un nostro modulo personalizzato sfruttando le API messe a disposizione. E' questo il bello di usare codice open source!
Quindi se sognate di avere un assistente intelligente come quello di Iron Man e siete rimasti affascinati da Amazon Echo o Google Home ma volete avere voi il controllo allora vi basterà acquistare un Raspberry ed installarvi Jasper.
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Entrambi questi colossi hanno realizzato degli altoparlanti intelligenti (Amazon Echo e Google Home) che possono essere comandati con la voce per accedere ai servizi offerti tramite i rispettivi assistenti vocali Alexa e Google Assistant.
Certo è molto bello avere in casa un assistente intelligente come il maggiordomo Jarvis di Tony Stark in Iron Man, anche se non siamo ancora a quei livelli di sofisticatezza. Però questi oggetti ascoltano la nostra voce e le nostre conversazioni in continuazione ed essendo il loro codice chiuso non sappiamo esattamente tutte queste informazioni dove vanno a finire e che uso ne potrebbe venir fatto.
Questo però non vuol dire che dobbiamo rinunciare ad usufruire delle comodità offerte da questi assistenti digitali. Infatti esiste la possibilità di avere un nostro assistente vocale il cui codice sia libero ed open source, quindi sotto il nostro controllo: basta usare Jasper.
Si tratta di un project open source che mette a disposizione un assistente virtuale a controllo vocale che gira su Raspberry Pi, il microcomputer che ha dimensioni poco più grandi di una carta di credito e che costa poco.
Tutto quello che occorre avere per realizzare il nostro personalissimo assistente vocale è avere, oltre al su citato Raspberry, un microfono USB, delle casse Jack attive (preamplificate) ed una connessione ad internet.
Sul sito dedicato al progetto si trovano tutte le indicazioni su come procedere alla sua installazione. Ci sono due modalità: una più semplice e veloce per chi non è troppo tecnico e vuole essere subito pronto, una più articolata per chi ha competenze più tecniche.
Quale che sia la strada seguita per rendere operativo il nostro Jasper, una volta pronto potremo usarlo per accedere a tutta una serie di servizi resi disponibili tramite quelli che vengono chiamati "Moduli".
Ce ne sono a disposizione veramente tanti: c'è quello che ci permette di accedere a Google Calendar per gestire i nostri eventi e attività; quello per interagire con il nostro account su Twitter; quello per memorizzare delle note su Evernote; Movies per recuperare informazioni su film; naturalmente quello per accedere alle previsioni meteo e via discorrendo. Un elenco completo può essere trovato sul sito del progetto.
Se non dovessero bastarci i moduli già disponibili possiamo farne richiesta direttamente tramite il sito oppure, se sappiamo programmare in Python, possiamo sviluppare un nostro modulo personalizzato sfruttando le API messe a disposizione. E' questo il bello di usare codice open source!
Quindi se sognate di avere un assistente intelligente come quello di Iron Man e siete rimasti affascinati da Amazon Echo o Google Home ma volete avere voi il controllo allora vi basterà acquistare un Raspberry ed installarvi Jasper.
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12 gennaio 2018
Jitsi Meet: videoconferenze gratis senza limiti di partecipanti!
Con l'ampliarsi della banda dedicata alle telecomunicazioni ed grazie all'accesso ad Internet ovunque ci troviamo, oggi comunicare con amici, parenti e colleghi distanti è diventato molto facile.
Ci sono tanti servizi che ci permettono di comunicare tramite la Rete. Però richiedono anzi tutto di scaricare un software sul proprio computer o dispositivo mobile, e poi che gli interlocutori siano tutti registrati a tale servizio. Inoltre non è possibile effettuare conversazioni (audio e/o video) tra servizi diversi e spesso pongono limiti (superabili solo a pagamento) al numero dei partecipanti alle nostre conversazioni.
La soluzione ideale sarebbe un servizio che non richieda di installare nulla, che si possa usare tramite un web browser senza alcuna registrazione e che magari non metta limiti al numero dei partecipanti.
Penserete che servizi così non ce ne sono, specie di gratuiti. Sbagliato, ce ne sono ed uno di questi è Jitsi Meet.
Si tratta di un servizio di videoconferenza open source che sfrutta il recente protocollo WebRTC che permette di trasformare il proprio web browser in un soft-phone; basta avere a disposizione una webcam sul proprio computer o dispositivo mobile. Il limite al numero in contemporanea dei partecipanti ad una videoconferenza è dato solo dalla banda disponibile.
Avviare una videoconferenza è molto semplice: senza alcun bisogno di registrarsi, si crea una stanza assegnandole il nome che preferiamo; a questo punto dobbiamo solo condividere questo url con le persone con cui vogliamo entrare in contatto e aspettare che si colleghino per iniziare a comunicare.
In quanto creatori della stanza (essendo i primi a partecipare) possiamo impostare alcune comode opzioni come una password per l’accesso così da avere delle videoconferenze private oppure fare conferenze in broadcasting dove gli altri partecipanti guardano e basta.
Abbiamo poi la possibilità, ovviamente, di condividere lo schermo e documenti; usare una chat per mandare messaggi di testo ai partecipanti. Ma la funzionalità forse più interessante è quella di far comunicare Jitsi Meet con il nostro account YouTube così da creare una live sincronizzata sul nostro canale.
Dal momento che non è richiesta alcuna registrazione per utilizzare il servizio, tutti i partecipanti risulteranno anonimi. Ma c'è comunque la possibilità per tutti i partecipanti di personalizzare avatar e username per la sessione corrente, permettendo così un facile riconoscimento.
Se non potessimo essere seduti davanti ad un PC e volessimo partecipare ad una videoconferenza usando il nostro smartphone, nessun problema. Per i dispositivi Android ed iOS esistono delle app gratuite scaricabili direttamente dai rispettivi App Store.
Quindi se state cercando un servizio di videoconferenza da usare a livello personale e/o professionale che sia gratuito, facile e di buona qualità, ma che soprattutto non poga limiti sul numero dei partecipanti allora dovete provare Jitsi Meet.
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Ci sono tanti servizi che ci permettono di comunicare tramite la Rete. Però richiedono anzi tutto di scaricare un software sul proprio computer o dispositivo mobile, e poi che gli interlocutori siano tutti registrati a tale servizio. Inoltre non è possibile effettuare conversazioni (audio e/o video) tra servizi diversi e spesso pongono limiti (superabili solo a pagamento) al numero dei partecipanti alle nostre conversazioni.
La soluzione ideale sarebbe un servizio che non richieda di installare nulla, che si possa usare tramite un web browser senza alcuna registrazione e che magari non metta limiti al numero dei partecipanti.
Penserete che servizi così non ce ne sono, specie di gratuiti. Sbagliato, ce ne sono ed uno di questi è Jitsi Meet.
Si tratta di un servizio di videoconferenza open source che sfrutta il recente protocollo WebRTC che permette di trasformare il proprio web browser in un soft-phone; basta avere a disposizione una webcam sul proprio computer o dispositivo mobile. Il limite al numero in contemporanea dei partecipanti ad una videoconferenza è dato solo dalla banda disponibile.
Avviare una videoconferenza è molto semplice: senza alcun bisogno di registrarsi, si crea una stanza assegnandole il nome che preferiamo; a questo punto dobbiamo solo condividere questo url con le persone con cui vogliamo entrare in contatto e aspettare che si colleghino per iniziare a comunicare.
In quanto creatori della stanza (essendo i primi a partecipare) possiamo impostare alcune comode opzioni come una password per l’accesso così da avere delle videoconferenze private oppure fare conferenze in broadcasting dove gli altri partecipanti guardano e basta.
Abbiamo poi la possibilità, ovviamente, di condividere lo schermo e documenti; usare una chat per mandare messaggi di testo ai partecipanti. Ma la funzionalità forse più interessante è quella di far comunicare Jitsi Meet con il nostro account YouTube così da creare una live sincronizzata sul nostro canale.
Dal momento che non è richiesta alcuna registrazione per utilizzare il servizio, tutti i partecipanti risulteranno anonimi. Ma c'è comunque la possibilità per tutti i partecipanti di personalizzare avatar e username per la sessione corrente, permettendo così un facile riconoscimento.
Se non potessimo essere seduti davanti ad un PC e volessimo partecipare ad una videoconferenza usando il nostro smartphone, nessun problema. Per i dispositivi Android ed iOS esistono delle app gratuite scaricabili direttamente dai rispettivi App Store.
Quindi se state cercando un servizio di videoconferenza da usare a livello personale e/o professionale che sia gratuito, facile e di buona qualità, ma che soprattutto non poga limiti sul numero dei partecipanti allora dovete provare Jitsi Meet.
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4 dicembre 2017
Facebook Audience Insights: conoscere gratis gli interessi della nostra Fanbase!
Dopo leggere la posta elettronica una delle attività più compiute in rete è quella di accedere al proprio profilo social. Uno dei più frequentati è Facebook ed è proprio qui che professionisti, aziende ed agenzie di comunicazione si dedicano a pubblicare e promuovere eventi, annunci di offerte e notizie legate al proprio marchio.
Dal momento che Facebook è frequentato da un pubblico estremamente eterogeneo (per età, sesso, professione, interessi, etc.) è fondamentale riuscire a veicolare quei contenuti che sono di maggior interesse per la nostra base di fan.
Per facilitare questo obiettivo Facebook ha messo gratuitamente a disposizione uno strumento appositamente dedicato: Facebook Audience Insights.
Grazie a questa piattaforma, disponibile per tutti, si avrà modo di poter pianificare le nostre attività di marketing focalizzate sull'advertising interno a Facebook riuscendo ad identificare un gruppo preciso di persone che sono accomunate da interessi e connessioni comuni.
Infatti questo strumento ci fornirà informazioni estremamente utili su questo gruppo di persone come ad esempio:
In questo modo, potremo creare contenuti più interessanti e trovare facilmente un maggior numero di persone simili a quelle che fanno parte del nostro pubblico attuale.
Quindi se anche voi usate Facebook per comunicare con i vostri clienti e per far conoscere il vostro brand allora con Facebook Audience Insights potrete avere in maniera semplice e veloce una panoramica di dati e statistiche sulla vostra base fan o pubblico preso in esame da usare sia in fase strategica che per valutare i risultati di una campagna di advertising.
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Dal momento che Facebook è frequentato da un pubblico estremamente eterogeneo (per età, sesso, professione, interessi, etc.) è fondamentale riuscire a veicolare quei contenuti che sono di maggior interesse per la nostra base di fan.
Per facilitare questo obiettivo Facebook ha messo gratuitamente a disposizione uno strumento appositamente dedicato: Facebook Audience Insights.
Grazie a questa piattaforma, disponibile per tutti, si avrà modo di poter pianificare le nostre attività di marketing focalizzate sull'advertising interno a Facebook riuscendo ad identificare un gruppo preciso di persone che sono accomunate da interessi e connessioni comuni.
Infatti questo strumento ci fornirà informazioni estremamente utili su questo gruppo di persone come ad esempio:
- informazioni demografiche, comprese le statistiche relative a età e sesso, situazione sentimentale e ruoli professionali;
- informazioni su stile di vita e interessi;
- attività e dati sulla posizione che potrebbero consentirci di individuare dove attivare le promozioni o organizzare eventi.
In questo modo, potremo creare contenuti più interessanti e trovare facilmente un maggior numero di persone simili a quelle che fanno parte del nostro pubblico attuale.
Quindi se anche voi usate Facebook per comunicare con i vostri clienti e per far conoscere il vostro brand allora con Facebook Audience Insights potrete avere in maniera semplice e veloce una panoramica di dati e statistiche sulla vostra base fan o pubblico preso in esame da usare sia in fase strategica che per valutare i risultati di una campagna di advertising.
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